avatar
Viviana Vicario
dall'italia
All'estero per: Lavoro
Chi sono

Ciao!!

 

Se avete letto attentamente i miei post, vi accorgerete senz'altro che sono già tornata dallo scorso dicembre. Bordeaux, e l'estero in sé mi hanno lasciato molte storie da raccontare; e sapete che vi dico? Io continuo! Contenti?! (rispondete un "SI" convinto, per favore, altrimenti che ci sto a scrivere a fare? ;D)

 

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

 

 

In collaborazione con:

 

IG Torino

Dove sono
Dove sono

Sentirsi stranieri all'estero

Bordeaux, Francia

3 ottobre 2014, 23:44
 Italiani al Miroir de l'EauItaliani al Miroir de l'Eau

Dopo una quasi prima settimana, trovo finalmente il tempo di scrivere qualche riga che riassuma l'impressione che ho avuto di questa bellissima città francese.

Ammetto che, appena arrivata, ho fatto un pò di fatica ad adattarmi. Già, parlo proprio del cibo. Perchè, dovete sapere, qui in Francia, specie nelle case, non sanno neanche cosa voglia dire "cucinare".
E' molto più semplice per loro mettere a scaldare un paio di cibi preconfezionati. Della serie: la purea non sa di purea, ma di polvere gialla.

C'è voluto qualche giorno, ma alla fine mi sono adattata. O meglio, ho capito come fare per sopravvivere! ;D.

Certo è che qui, in un paese straniero, ti senti straniero per davvero, avete presente quel detto che dice "sonno chiama sonno", "fame chiama fame"? Credo che questa regola potrebbe essere applicata anche per "l'estero chiama l'estero".Oggi per esempio sono andata in una bellissima libreria anglofona, e mi sono quasi sentita a casa. Lo ammetto, sono patita dell'Inghilterra, ma non è questo il punto. Penso che quando ci si trova in un paese straniero, tutto ciò che è estero diventa ancora più affascinante. E' come se "anche quell'altra parte di mondo fosse un tutt'uno con noi". Forse perchè, infondo, siamo entrambi stranieri. Un pò come la mia compagna di appartamento, la simpatica Rocio, una ventenne andalusa fatta e confezionata con i fiocchi.

Io le parlo in italospagnolo (si perchè in realtà è proprio la lingua che parlo) e lei mi risponde in spagnolo o meglio, in andaluso! Siamo entrambe nella stessa barca, e navighiamo insieme in un paese che non è il nostro, ma per ora è la nostra casa.Entrambe abbiamo visto Bordeaux, o come dice Rocio "Bordeus" (si ostina a pronunciarlo alla spagnola), e ne abbiamo una visione simile ma diversa, una visione da stranieri. Perchè è così che ti senti. Al tempo stesso però, giri per la città e parli con la gente, ti senti a casa nell'acqua e nel vapore del Miroir d'Eau in cui ti bagni i piedi insieme ai tuoi compagni italiani, passeggi in Place de la Bourse e ti stupisci di fronte all'acqua rosa granadine della fontana, e incontri gli autoctoni, i Bordolesi, che mi chiedo chi abbia inventato lo stereotipo del francese antipatico, perchè tutto sono meno che antipatici. Giri per le vie in cerca della fermata del tram, cartina in mano spalancata e occhi sgranati. Non dici niente a nessuno e loro ti chiedono: "Est-ce que je peux vous aider?". Sono gentili. Educati. Disponibili.

Sono tutto meno che antipatici e indisposti! Ma insieme alla scoperta di una Francia luminosa e caldissima che non conoscevo, si aggiunge il calore della Spagna del sud, con la simpatia effervescente e contagiosa di Rocio, a cui devo costantemente tradurre francese-spagnolo spagnolo-francese, nei dialoghi con la nostra Madame di casa.

Vi saluto in doppia lingua, in attesa di nuovi aggiornamenti e avventure!


Au revoir, Hasta luego!

Esperienza:Lavoro

Anonimo 5 ottobre 2014, 12:18
Beh, una delle grandi prove per affrontare il mondo è quello di imparare ad adattarsi fino a mimetizzarsi e passare inosservati, anche a tavola…

Coordinamento Informagiovani Piemonte
Regione PiemonteComune di torinoAnci
in collaborazione conUniversità degli Studi di TorinoPolitecnico di TorinoUniversità del Piemonte OrientaleEures PiemonteEurope Direct