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Viviana Vicario
dall'italia
All'estero per: Lavoro
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Ciao!!

 

Se avete letto attentamente i miei post, vi accorgerete senz'altro che sono già tornata dallo scorso dicembre. Bordeaux, e l'estero in sé mi hanno lasciato molte storie da raccontare; e sapete che vi dico? Io continuo! Contenti?! (rispondete un "SI" convinto, per favore, altrimenti che ci sto a scrivere a fare? ;D)

 

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

 

 

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BORDEAUX: UN FILO SOTTILE FRA FRANCIA E SPAGNA

Bordeaux, Francia

13 ottobre 2014, 21:47

Quando si va all'estero la prima cosa che si fa è alimentare gli stereotipi. Li rimpinziamo di cibo a non finire, forse un pò per cultura, o forse per abitudine, o forse perchè ci viene più comodo mettere tutto, costantemente dentro a un clichè. Oggi ho deciso di demolirli tutti. Voglio dimostrarvi che in un'unica città non solo possono coesistere tante culture (nelle metropoli di solito è così), ma la cosa straordinaria è che due culture nazionali si manifestino entrambe, in essa. Parlo della Francia e della Spagna, ma soprattutto, di Bordeaux.

Sarà che convivo con una spagnola e sono più incentivata a vederla così, ma passeggiando per le vie bordolesi, l'aria della Spagna pulsa viva nei locali e nel cuore della gente. Si contano decine e decine di bar che servono le gustose tapas andaluse, ci sono le feria spagnole, corsi di flamenco, di chitarra andalusa, e colori, tanti colori. E poi le persone. Il loro calore e la loro allegria, che esplode più facilmente la sera, quando tutti escono dal lavoro a cogliere l'attimo. Sì, è proprio questa la filosofia bordolese: cogliere l'attimo.

L'altra sera ho cenato in un pub gestito da andalusi. Si chiama La Bodega El Pata Negra. El jamon Iberico e le tortillas son di casa, e le tapas si possono gustare già dalle 6 e mezza del pomeriggio. L'atmosfera è un pò buia ma accogliente. E' un locale piccolino, con peperoncino e aglio appesi al bancone (di sicuro i vampiri lì non ci entrano, visto l'odore ;D). La Bodega è talmente spagnola, ma talmente spagnola, che per dare la prima immagine stupida ma efficace che mi viene in mente, sembra quasi che da un momento all'altro salti fuori dalla cucina Antonio Banderas nelle vesti di Zorro e dica "Olè!" (seh, magari!).

Dall'altro lato, c'è la Bordeaux francese, quella del Bocal de Tatie Josée, per raccontarla in un locale. Se nell'altro saltava fuori Zorro, questo è il regno di Amélie Poulain. Un pò fantasioso e casereccio ma francese sino in fondo, è un bistrot piccolo, carino, con pareti dipinte di giallo canarino, oggetti vintage in vetrina, un bancone enorme e tavoli e sedie stretti fra loro in cui è quasi impossibile passare.

La cultura salvaspazio del francesi, d'altronde, è proverbiale. Potete farci colazione, pranzo, ma anche sorseggiare un thé del pomeriggio. Al Bocal sembra quasi di essere a casa: ti sorridono tutti e ti parlano come se fossi loro parente. oppure come hanno scritto loro sulle lavagne "On peut etre partout". Ma attenzione: dovete finire tutto nel piatto sennò si offendono irrimediabilmente, o almeno sino alla visita seguente.

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