avatar
Giulia Norberti
Berlino, Germania
All'estero per: SVE
Chi sono

Dopo nove mesi a Tromsø nel nord estremo della Norvegia con il progetto Erasmus, sono ritornata per qualche tempo nella mia Rivoli, porta di collegamento tra Torino e la Val di Susa.
Ma con la laurea specialistica in Scienze Strategiche finalmente in tasca sono pronta a rifar le valigie per una nuova avventura. Questa volta cambio completamente direzione alla bussola, e la rivolgo al continente americano.
Destinazione: Perù! Obiettivo: imparare tanto di una nuova cultura, cercare di comprenderla il più possibile, esplorare un paese conosciuto solo sulla carta e creare una mappa pratica e mentale dei luoghi della memoria legati alla guerra civile che ha stravolto il paese tra il 1980 e il 2000.
Chissà quali e quante curiosità potrò raccontare da laggiù!



in collaborazione con:
IG Rivoli
Dove sono
Dove sono

Villa el Salvador, uno dei quartieri più incredibili di sempre

Lima, Perù

25 giugno 2014, 17:44
 Vista su VillaVista su Villa
Un turista, uno straniero, o un cittadino dei quartieri "bene" di Lima, se dovesse ritrovarsi per caso in questo quartiere immenso del Cono Sur credo rimarrebbe traumatizzato dalla sporcizia, dalla carenza di servizi, dalla terra arida che si vede in ogni angolo, dai cani per strada, dai mille strampalati negozietti e bazar, dai mezzi di trasporto scassati e rattoppati, dalla povertà delle case, dalle voragini per strada, dalla mancanza di intonaco, dalla quantità di tetti e tettoie in metallo ondulato.
Dal rumore.
Dal senso di insicurezza che ti assale se non sei con qualcuno del posto.
E allora il visitatore di turno vorrebbe solo allontanarsi velocemente, per rientrare nella dimensione più pulita e organizzata della capitale, che dista almeno un'ora di bus da qua.

Ma
Villa el Salvador merita più di uno sguardo superficiale traumatizzato, più di una foto alla sua povertà, perché la sua storia ha qualcosa di incredibile.

...una città dal deserto...

La prima cosa da sapere e da non dimenticare è che questo immenso quartiere, che ospita oggi circa 400MILA persone, si è costruito solo a partire dei primi anni '70. Prima qui era tutto deserto.

Ancora non riesco a immaginare come si possano raccogliere così tanti abitanti in così pochi decenni. E allora tutto appare un po' più chiaro, e anzi sembra un miracolo che possano esserci acqua e luce per tutti, che le strade principali siano asfaltate, e che ci siano scuole, e chiese, e centri medici, e fabbriche. Perché creare così tanti servizi in così poco tempo dimostra una incredibile volontà di sollevarsi e ambire a una vita migliore.

Villa el Salvador è considerato come il più grande tra i "pueblos jovenes" di Lima, ovvero i "quartieri giovani" di recentissima formazione. È nato da un'invasione popolare di terreno demaniale. In quegli anni le incredibili migrazioni di massa dalle aree centrali del paese portarono in città migliaia di famiglie, che non trovarono una sistemazione nelle già ampie estensioni della capitale. E allora un primo gruppo di 200 famiglie iniziò ad accamparsi in questa area desertica, e l'occupazione divenne immediatamente un fenomeno gigantesco, tanto che dopo circa un mese si calcola che fossero già 90 mila le persone insediate in questa area. Il governo di Juan Velasco Alvarado, che aveva promosso politiche sociali per combattere la povertà, fu costretto ad autorizzare e appoggiare il nuovo insediamento. Si decise quindi di dare una struttura a ciò che già si presentava come un nuovo enorme quartiere. La terra fu lottizzata in pezzi di 140 metri quadri, assegnati uno per famiglia. 24 lotti corrispondono a 24 famiglie e sono raggruppati in una "manzana" ovvero una "mela". La somma di 16 manzanas forma un gruppo, e i gruppi a loro volta fanno riferimento ai sette settori di cui si compone il quartiere. Questo sistema strutturato permette una gestione davvero rappresentativa della popolazione, poiché ad ogni livello si hanno delle persone incaricate di coordinare e armonizzare le scelte.

Leader politici popolari illuminati
, coesione e senso di identità sociale, ambizione e capacità organizzative permisero uno sviluppo rapidissimo delle strutture e dei servizi di base. Una nuova città nacque dal deserto. Il taglio dei fondi statali dovuto al cambio del governo fu compensato da una maggiore azione e intraprendenza locale, e dalla ricerca di fondi internazionali. Negli anni '80 Villa el Salvador vinse numerosi premi e riconoscimenti per gli incredibili risultati raggiunti in poco tempo, e per il modello di sviluppo sperimentato.

...tutto cambia...
Poi arrivò la crisi economica, e il terrorismo. Gli studi pubblicati da commissioni e accademici affermano che Sendero Luminoso si infiltrò nelle organizzazioni popolari per distruggere il sistema di Villa el Salvador. Alcune persone che vissero quegli anni affermano che invece questo non avvenne, perché Sendero voleva solo distruggere, senza infiltrarsi. Fatto sta che la paura e il terrore entrarono a far parte della vita quotidiana del quartiere. Maria Elena Moyano, una donna di grande cuore e grande carattere, all'epoca tenente alcadesa (equivalente di vice-sindaco) del quartiere, fu presa una sera del febbraio 1992 in casa sua e ammazzata davanti agli amici e ai figli piccoli. Il suo corpo fu distrutto con una bomba, e come se non bastasse altre due bombe furono piazzate nei mesi successivi sulla sua tomba, dove ormai non riposa quasi niente del suo corpo fisico.

Come lei altri leader furono eliminati fisicamente, molti subirono gravi attentati, tutti furono oppressi dalle minacce e costretti a vivere sotto scorta, con l'incertezza costante di non sapere che cosa sarebbe successo.

Gli anni del terrorismo hanno bloccato il proseguimento del progetto di sviluppo di Villa el Salvador. La paura e l'eliminazione dei leader più capaci hanno impedito al quartiere di cercare soluzioni per tamponare la disastrosa crisi economica in cui versava il paese. L'ottimismo che permeava i primi anni di vita del quartiere si è affievolito.

La tomba di Maria Elena giace abbandonata sotto
due dita di terra polverosa in un angolo del cimitero piú misero che si possa immaginare, tra spazzatura, allevamenti equini ed escrementi di cani. La vivace vita politica che animava il quartiere non risponde piú alle necessitá e agli interessi di gran parte dei giovani, che conoscono poco o niente della storia delle strade dove abitano. Le persone che hanno guidato i brillanti anni di sviluppo ne parlano con un velo di malinconia, e dipingono un'immagine del futuro a colori spenti.

...e qualcosa cambierà...

Ma qualcosa è rimasto. E Villa el Salvador è un quartiere di lottatori, che tutti i giorni portano avanti la loro lotta per la sopravvivenza e in qualche modo anche la lotta per ottenere una qualità della vita più alta. Si respira più energia girando per le vie di questo quartiere rispetto ad altre aree altrettanto povere di Lima.

Nel Parque Industrial ci sono almeno 400 tra negozi, fabbrichette e centri artigianali dove si lavorano e si vendono legno, vetro, mobili, cuoio, materassi, e molti altri prodotti di consumo. Le scuole sono piene, nonostante la qualità degli insegnanti non raggiunga un livello minimo adeguato. Però l'analfabetismo è praticamente sconfitto, e Villa el Salvador sta raggiungendo uno degli obiettivi dei suoi fondatori: non fungere da quartiere dormitorio ma sviluppare una propria vita economica e identità sociale.

Mi auguro davvero che questo quartiere possa ritrovare gli ideali che lo guidavano al momento della sua nascita, e che con un po' di finanziamenti questi ideali possano arrivare a fornire servizi migliori, a tutta la popolazione.

Perché c'è ancora moltissimo da fare, e in alcune parti del quartiere non si può non essere sopraffatti dall'angoscia (vedi foto cimitero dei meno abbienti).


Ma Villa el Salvador è ancora "giovane". Troverà le energie per costruire nuove strade di un nuovo futuro.



Lisbeht Puente de la Vega Luna20 febbraio 2015, 05:31
avatar
Caio Giulia:

Ho visto che stai visitanto il mio paese, io sono peruviana ma studio a Torino adesso sono a Città del Messico. Spero che la tua stanza di là sia molto piacevole, é un paese davvero bello il mio. Ma legendo la tua presentazione ho visto che indicavi che dal 1980 al 2000 abbiano avuto una "guerra civile" e mi sembra che chiamarlo così sia una leggerezza. In quell'epoca abbiamo subito il terrorismo non una guerra civile.  
Passatila molto bene in quel che ti resta ancora del tuo viaggio. 

Anonimo25 aprile, 16:53
Una vision y descrpcion exacta de este distrito o quartiere Como lo llamas, su gente Valente y Pujante a permitido el progresso de este pueblo,Perù en esos Anos se desangro por la violencia y el Terrorismo motivo,por el cual muchisimos peruanos dejamos nuestras familias en busca del pan,gracias Giulia por ser tan delicada tan genuina al narrar una realidad de. Este pueblo,en tus palabras percibo tu gran humanidad y gracias por visitarnos.que Dios el Eterno te bendiga y cuide donde te encuentres. con

Coordinamento Informagiovani Piemonte
Regione PiemonteComune di torinoAnci
in collaborazione conUniversità degli Studi di TorinoPolitecnico di TorinoUniversità del Piemonte OrientaleEures PiemonteEurope Direct