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Giulia Norberti
Berlino, Germania
All'estero per: SVE
Chi sono

Dopo nove mesi a Tromsø nel nord estremo della Norvegia con il progetto Erasmus, sono ritornata per qualche tempo nella mia Rivoli, porta di collegamento tra Torino e la Val di Susa.
Ma con la laurea specialistica in Scienze Strategiche finalmente in tasca sono pronta a rifar le valigie per una nuova avventura. Questa volta cambio completamente direzione alla bussola, e la rivolgo al continente americano.
Destinazione: Perù! Obiettivo: imparare tanto di una nuova cultura, cercare di comprenderla il più possibile, esplorare un paese conosciuto solo sulla carta e creare una mappa pratica e mentale dei luoghi della memoria legati alla guerra civile che ha stravolto il paese tra il 1980 e il 2000.
Chissà quali e quante curiosità potrò raccontare da laggiù!



in collaborazione con:
IG Rivoli
Dove sono
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La prima nemica in Norvegia: la Corona!

Tromsø, Norvegia

10 aprile 2013, 18:04
 Brownies appena sfornati! Pronti per un Tea Party!Brownies appena sfornati! Pronti per un Tea Party!
In questo caso non vorrei parlare di Corona come Monarchia Parlamentare, quale è la Norvegia. Vorrei parlare di Corona in quanto malefica valuta di questo paese. Credo che possa facilmente essere identificata come il primo e più grande ostacolo all'integrazione e al godimento di questi luoghi. Arrivare in Norvegia con solo una borsa di studio (Erasmus) in Euro, e qualche risparmio messo da parte faticosamente, rischia di diventare una minaccia diretta alla propria sopravvivenza. Sono necessarie risorse aggiuntive, quali genitori generosi o altre sponsorizzazioni.

Le voci di spesa fisse principali riguardano naturalmente l'affitto (350-400 euro al mese per una stanza con cucina e bagno condivisi con 10 persone in uno studentato) e i trasporti (150 euro il trimestrale per studenti). A questo è necessario aggiungere il cibo, che contrariamente alle nostre abitudini è incredibilmente costoso, soprattutto se non si fa molta attenzione a cosa si compra.

È necessario considerare che soprattutto qui a Tromsø è possibile trovare cibi freschi esclusivamente di importazione, poiché a causa della latitudine gli unici vegetali autoctoni sono patate e cipolle, e gli unici animali allevati sono le renne. La carne è quindi alimento pregiato, in particolare il bovino è riservato ai facoltosi. Più abbordabili suino e pollo, ma comunque a prezzi almeno doppi rispetto a quelli italiani. Il pesce risulta quindi una buona alternativa, in quanto con circa 12 euro al chilo è possibile acquistare salmone fresco e, con poco di più, altri pesci bianchi che non ho saputo identificare.

Da dimenticare invece grandi mangiate di frutta e verdura. Le mele se non sono in offerta costano circa 3,50 € al chilo, e provengono spesso dalla Val Venosta o zone contigue. Zucchine, melanzane, peperoni, cavolfiori, broccoli, cetrioli e altre verdure sono incellofanate una ad una, e sembrano talmente finte che fanno passare l'ispirazione. Al momento ricordo solo il prezzo delle zucchine, che superava i 5 euro al chilo (so che non è stagione di zucchine, in ogni caso quale stagione dovrei seguire qui?). Le uniche alternative sono le verdure surgelate, grandi amiche di cuochi provetti e squattrinati.

Paragrafo a parte doveroso: gli alcolici. Al fine di ridurne il consumo e combattere il diffuso alcolismo, il governo norvegese ha pensato bene di iper-tassare tutti gli alcolici e di regolarne strettamente la vendita. Al supermercato è possibile trovare solo la birra, acquistabile fino alle ore 20 nei giorni feriali, e fino alle 18 il sabato. Prezzi delle birre: a partire dai 6 euro al litro per le più scadenti. Tutti gli altri alcolici sono disponibili solo nei Vinmonopolet, ovvero le "enoteche" del monopolio, a prezzi da far girare la testa. Il vino più economico si aggira intorno ai 16 euro al litro. Lascio all'immaginazione i prezzi dei superalcolici. Soluzione? Ovviamente c'è, e si chiama home-made! È possibile acquistare dei magici kit con cui preparare birra chiara, scura, vino rosso o bianco a casa, in circa 3 settimane. Il risultato non è lo stesso, ma il compromesso regge perché con 35 euro se ne producono circa 25 litri. Follie dalla Norvegia.

La mia esperienza mi suggerisce quindi di dotarsi di circa 700-800 euro mensili per la pura sopravvivenza, a cui aggiungere il "superfluo" in relazione ai fondi disponibili. Uscire a mangiare fuori è proibitivo (ho sperimentato pizza e birra economiche a 28 euro), due birre al pub degli studenti costano poco meno di 15 euro, un biglietto del pullman per una corsa singola 5,50 euro.

Fortunatamente per chi lavora, i salari sono più che allineati con i prezzi. Ma chi porta in tasca solo Euro si troverà inspiegabilmente ed irrimediabilmente ai piani bassi della società.

Non tutto il male viene per nuocere però!
La vita sociale studentesca si adatta alle condizioni locali, e quindi invece di passare le serate nei pub ci si ritrova negli spazi condivisi degli studentati. Spesso si organizzano cene comuni in cui si cucina molto e si abbattono i prezzi. E ancora più spesso si sostituisce la classica birra da compagnia con un più modesto e profumato (e bollente) infuso di tè! O almeno questo è quello che succede nel mio studentato. I nostri Tea Party sono ormai un must a cui non si può mancare!


 
Esperienza:Erasmus

Ilaria Sismondini10 aprile 2013, 21:10
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Accidenti! In bocca al lupo!!!

Anonimo14 giugno 2016, 11:42
in bocca al lupo per la prossima esperienza

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