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Floriana Pellegrino
Dublino, Irlanda
All'estero per: SVE
Chi sono
Da Torino a Dublino dopo una laurea in mediazione linguistica, compirò qui in terra irlandese il mio primo quarto di secolo.
Ho iniziato questo SVE per mettermi in gioco e provare ad essere più indipendente, lo terminerò con un grande bagaglio di emozioni, conoscenze, amici e una nuova famiglia, le mie tre 'chicas' spagnole con cui ho condiviso casa, gioie e problemi per quasi un anno e di cui non posso più fare a meno!
Forse non si può avere tutto dalla vita, ma cercherò sempre di viverla il più possibile!

Floriana

in collaborazione con:
IG Torino
Dove sono
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Cosa mi mancherà dell’Irlanda

Dublino, Irlanda

30 luglio 2016, 15:18

In questi frenetici, malinconici e pieni ultimi giorni qui a Dublino non ho quasi il tempo di riflettere. Di rendermi conto che tutto sta finendo, che la valigia fuori dalla mia stanza aspetta solo di essere riempita, e stavolta per l'ultima volta.

Tra quattro giorni lascerò ufficialmente terra irlandese con un biglietto di sola andata, per tornare a casa mia, a Torino. Fa così strano ora pensare a Torino come 'casa' dopo aver vissuto per quasi un anno qui, nonostante mi manchi molto l'Italia e una parte di me non veda l'ora di tornare. Ho progetti che mi aspettano lì, persone che ho voglia di rivedere, ma nonostante tutto non riesco a non pensare a come stia finendo tutto troppo in fretta. Questi ultimi mesi qui a Dublino sono passati letteralmente volando, quasi in un battito di ciglia, e non riesco ancora a realizzare come sarà vivere di nuovo in un posto diverso da qui, lontano dalla quotidianità che mi ero costruita ogni giorno passo dopo passo fatta di cose, luoghi e persone.

Ma visto che un post strappalacrime e malinconico non credo risulterebbe troppo piacevole da leggere, né utile, respiro profondo, positività in spalla ed eccomi qui con la 'lista' (completamente in ordine sparso e composta di getto senza rifletterci prima, perché fatta di emozioni e non di riflessioni) delle cose che mi mancheranno più in assoluto del vivere qui:

 


- svegliarsi la mattina e sentire l'odore di pane tostato che mi dà il buongiorno dal piano di sotto;

- rendersi conto che ci sono 18° gradi, fuori è uscito il sole e pensare: "Che bello, sembra quasi estate!" e cercare subito un prato su cui sdraiarsi a prendere il sole (questo quando lo racconto alle mie amiche in Italia loro si mettono a ridere di gusto. Lo so. Le gioie di vivere in una città dove piove 9 giorni su 10);

- il porridge alla mela e cannella a colazione nel weekend, con aggiunta di noci, miele e chi più ne ha più ne metta (potresti prepararlo anche in Italia direte voi. E invece no, perché io sono una persona pigra e usavo un preparato con cui si faceva in cinque minuti e di trovare una cosa del genere in Italia ho già perso le speranze XD);

- le canzoni in spagnolo a tutto volume in giro per casa (diverse canzoni in diverse stanze. Ormai conosco i tormentoni spagnoli più di quelli italiani – tranne Sofia, che nonostante sia spagnola qui nessuno l'ha mai sentita!);

- le crêpes di Gino's, schifosamente caloriche quanto buone;

- i prati verdi infiniti, tagliati perfettamente, di quel verde che in Italia non ho mai visto;

- i bambini con cui ho lavorato per un anno, e il loro venire vestiti in pantaloncini e maglietta, con eventualmente un k-way sopra, con fuori 5° gradi e pioggia battente stile 'rinchiuditi in casa altrimenti voli via';

- "Hiya", "what's up", "what's the story", "howareya" dei miei colleghi, che non sono domande ma semplici saluti abituali (l'ho capito alla quarta volta in cui ho risposto "bene, grazie" e l'altra persona nel frattempo era già in un'altra stanza);

- il latte nel tè (che ho iniziato a mettere per far scendere ad una temperatura umana la bevanda e che poi è diventata un'abitudine);

- tutti i paesini sulla costa, prendere la Dart ed in meno di mezz'ora arrivare ad un gioiellino come Howth;

- le lunghe camminate da casa al lavoro e ritorno ogni giorno, la consapevolezza per una pigra come me che 6 km al giorno erano diventati una piacevole quotidianità;

- la musica dal vivo ad ogni angolo di strada, "Wonderwall" sentita quasi ogni volta che mettevo piede nella zona di Temple Bar;

- l'altra volontaria italiana conosciuta qui, Valeria, compagna di avventure, viaggi piovosi, sere a teatro, risate;

- preparare il bagaglio a mano quasi ogni mese per andare da qualche parte, sentendomi come quelle persone che hanno la fortuna di viaggiare spesso, per lavoro o meno, da non avere quasi il tempo di far formare un minimo strato di polvere sulla valigia;

- avere la possibilità di vedere un film al cinema in lingua originale (pagherei per avere la stessa possibilità in Italia, invece capita solo ogni tanto e solitamente scelgono di farlo giusto per i film campioni di incassi, vedi --> blockbuster movies. Meno male che ho scoperto popcorn time);

- le canzoni in euskera di Maitane, parole più complicate del cinese ma una bellissima melodia;

- il grande prato che si vede dalla mia finestra, e i bambini che ci giocano quando fa bel tempo (o anche quando non lo fa, tanto siamo in Irlanda che ti aspetti?);

- i miei colleghi e il loro: "Do you want a tea/coffee?"

- l'accento dublinese, tanto assurdo quanto ormai adorabile per le mie orecchie;

- le conversazioni in spanglish, la lingua che in tutta onestà credo di aver praticato di più in assoluto durante quest'anno;

- giocare a Continental (un gioco di carte che in realtà è una droga, fortunatamente legale) la sera prima di andare a dormire;

- i noodles del Noodles bar in Earl street e la Combo Box del ristorante cinese ordinata a casa, quando proprio di cucinare non ne avevamo voglia;

- litigare con Rebeca per l'occupazione del bagno;

- il sole sul letto nel pomeriggio (quando il sole era pervenuto, ovviamente);

- camminare in O'Connell street, passare accanto ai turisti, alcuni italiani, e sentirmi diversa perché io 'vivo' qui;

- fare da guida quando qualche familiare o amica veniva a trovarmi, sentendomi 'padrona' del posto in cui vivevo, mentre ai loro occhi era solo il piacevole diversivo per qualche giorno;

- l'atmosfera dei pub, e il vederli pieni di gente di tutte le età;
- i tramonti spettacolari a cui ho assistito mentre tornavo a casa dal lavoro quando le giornate erano più corte, e che poi continuavo a guardare dalla finestra;

- tutti i volontari e in generale le persone che ho avuto l'opportunità di incontrare e con cui ho potuto fare due chiacchiere, provenienti da luoghi e culture tutti diversi;

- la vista di sera dai ponti sul Liffey;

- la Guinness e il cider strawberry & lime, sarà doloroso dire addio ad entrambi (e no, la Guinness in Italia non è la stessa cosa);

- le hillwalking, i posti meravigliosi a poche ore da Dublino, la natura selvaggia irlandese;

- le mie tre coinquiline, sorelle, amiche, con cui ho condiviso la casa per undici mesi, dopo aver vissuto per 24 anni solo con mia madre. Rebeca, Maria e Maitane, loro sono il punto di questa lista che mi mancherà di più, senza dubbio;

 

...e mille altre cose che probabilmente ho dimenticato.

 

Ogni volta prometto che il post successivo parlerà della mia esperienza qui a Dublino e delle cose che ho fatto, e ogni volta invece mi ritrovo a pubblicare post scritti di getto, con la consapevolezza di quanto siano sentiti ma allo stesso tempo poco utili per chi passa di qua.

Sono una persona così.

La prossima volta che scriverò qui sarò probabilmente già in Italia e a quel punto, a mente fredda, sarà piacevole raccontare qui tutto quello che ho fatto e come si vive qui a Dublino.

 

Oggi invece quello di cui avevo bisogno era 'spiegarvelo' con la mia lista di cose ed emozioni.

 

Floriana

 

Esperienza:SVE

Coordinamento Informagiovani Piemonte
Regione PiemonteComune di torinoAnci
in collaborazione conUniversità degli Studi di TorinoPolitecnico di TorinoUniversità del Piemonte OrientaleEures PiemonteEurope Direct