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Floriana Pellegrino
Dublino, Irlanda
All'estero per: SVE
Chi sono
Da Torino a Dublino dopo una laurea in mediazione linguistica, compirò qui in terra irlandese il mio primo quarto di secolo.
Ho iniziato questo SVE per mettermi in gioco e provare ad essere più indipendente, lo terminerò con un grande bagaglio di emozioni, conoscenze, amici e una nuova famiglia, le mie tre 'chicas' spagnole con cui ho condiviso casa, gioie e problemi per quasi un anno e di cui non posso più fare a meno!
Forse non si può avere tutto dalla vita, ma cercherò sempre di viverla il più possibile!

Floriana

in collaborazione con:
IG Torino
Dove sono
Dove sono

Aisling Project, un’oasi di pace e allegria nel centro di Ballymun

Dublino, Irlanda

4 luglio 2016, 16:38
 one of the inspirational quotes on the walls of our office :)one of the inspirational quotes on the walls of our office :)

Prima di raccontare aneddoti su Dublino o in miei viaggi in Irlanda e fuori, mi piacerebbe spendere un post per parlare dell'associazione in cui ho lavorato in questi undici mesi, l'Aisling Project. Visto che vorrei fossero in grado di poterlo leggere anche i futuri volontari che arriveranno il prossimo settembre scriverò eccezionalmente questo post in doppia lingua, italiano e inglese.


L'Aisling Project è una sorta di associazione 'post scuola' che lavora con bambini di differente fasce di età, dagli 8-9 anni fino ai 15-16. Nata nel 1997, l'idea era di creare un posto piacevole per i bambini e ragazzi di Ballymun, quartiere nell'area nord di Dublino conosciuto nel resto della città per i suoi problemi (principalmente legati a dipendenze da alcol, droga, e dalla disoccupazione), dando loro un posto dove poter fare i compiti, rilassarsi e svolgere attività artistiche, sportive, ecc. tutto in modo gratuito, sempre seguiti da educatori specializzati in attività a contatto con i giovani.


L'associazione è attualmente divisa in 5 progetti e ognuno di noi volontari ha dato una mano in un progetto diverso. Io sono capitata nell' "Aisling Transition", il più differente tra tutti poiché è l'unico ad occuparsi dei ragazzi nella fascia di età più alta, ovvero 12-16 anni. Non avevo mai lavorato a contatto con ragazzi così giovani per un tempo così prolungato e devo confessare che all'inizio avevo paura di non essere in grado di gestire la situazione, di non riuscire ad essere abbastanza d'aiuto. Anche lo scoglio linguistico era un problema, dal momento che a Ballymun si parla con un accento piuttosto forte e molto diverso dall'inglese che ero abituata a sentire.

Morale della favola: le prime settimane ero tesissima, facevo tutto ciò che mi chiedevano di fare i miei colleghi cercando di non combinare guai e avevo oggettivi problemi (soprattutto legati al problema della lingua) a legare con i ragazzi, parlandogli il minimo indispensabile. Ovviamente la situazione è migliorata con il tempo, ho acquisito più sicurezza in me stessa e nelle mie capacità e tornata a Dublino dopo le vacanze di natale anche il mio orecchio si era ormai affinato al diverso accento e alle nuove parole dello 'slang' di Ballymun, e ho tirato un primo sospiro di sollievo.


Ma la cosa più importante che ho capito nel corso di quest'anno è che l'Aisling Project – e in particolare l'Aisling Transition e tutte le persone che ne hanno fatto parte quest'anno lavorando insieme a me – non è un posto di cui aver paura ma una grande famiglia, un luogo che ha fatto sentire 'a casa' non solo i ragazzi che venivano qui giornalmente ma anche e soprattutto me, che mi ha accolto e aiutato durante il mio viaggio in questa nuova esperienza. Tutti i miei colleghi sono stati un punto di riferimento per me, sempre pronti con un sorriso o un semplice "Do you want a coffee/tea?" a dedicarmi attenzioni e assicurarsi che tutto andasse per il meglio, trattandomi sempre come 'una del team' e facendo valere la mia opinione quanto la loro, anche quando oggettivamente di cose da dire ne avevo poche.

Sono diventata una di quelle persone che dopo un po' di tempo a casa o in vacanza pensa: "Non vedo l'ora di tornare al lavoro e di poter rivedere tutti quanti!", non l'avrei mai creduto possibile all'inizio, ed è tutto merito dell'energia positiva che si respira in quel posto e dell'atmosfera che i miei colleghi sanno creare ogni giorno, rendendo il nostro lavoro faticoso ma molto appagante e divertente.

Ora mi sento davvero 'una del team', Ballymun è la mia seconda casa, e al pensiero che tra meno di un mese tutto finirà e dovrò tornare all'altra mia casa, a Torino, so già che tutto questo mi mancherà da morire. La mia routine, le chiacchiere con i miei colleghi al mattino davanti al bollitore, lo scambio di sguardi disperati quando i ragazzi diventano ingestibili. Tutto.

E sono felice di aver avuto la possibilità di vivere tutto questo e di aver fatto parte di questa grande famiglia, anche solo per un po'.


Quando ho deciso di partecipare allo SVE il motivo principale era che non sapevo cosa fare della mia vita in quel momento, mi ero appena laureata e cercavo un'esperienza diversa da fare, qualcosa che mi permettesse di crescere aiutando anche gli altri.

Ed è ironico notare, a conti fatti, quanto siano invece le persone con cui sono entrata in contatto, lavoratori e ragazzi, ad aver aiutato me, ad avermi mostrato quanto tutto possa essere visto in chiave positiva e che il bello si può trovare dappertutto, anche e soprattutto nella piccola e sottovalutata Ballymun, anche lontano da tutto ciò che conoscevo e chiamavo 'casa' e che ora è diventa 'l'altra mia casa'.

 

 

Aisling Project, a peaceful and joyful oasis in the centre of Ballymun


The Aisling Project is an after-school initiative working with young people of different age, from 8-9 years old to 15-16 years old. Established in 1997, the idea was to create a pleasant place for the young people of Ballymun, an area in the North of Dublin known in the rest of the city for its problems (usually related to alcohol and drugs addiction, and unemployment), giving them a place where to do their homework, relax and try different activities related to sport, art etc., all without paying money, and always with the presence of experienced youth workers ready to help them.


The association Aisling Project is now divided in 5 different projects, and each of us five volunteers of this year helped in a different project. I was chosen for 'Aisling Transition', the most particular project because is the only one dedicated to the 'older' young people, from 12 to 16 years old. I had never worked so close and for such a long period of time with young people of this age before, and I must confess that at the beginning I was afraid of not being able to handle the situation, to be helpful enough. Even the language was a problem, because the kind of English talked in Dublin, and in particular in Ballymun, is very different from the English I was used to listen to before coming here.

Long story short: during my first weeks I was very tense, trying to do all the things that my co-workers was asking me to do without making mistakes, and of course I had problems (mostly because of the language barrier) to bond with the young children with whom I was working.

Fortunately the situation has improved in a positive way as the time passed by, I have gained more confidence in myself and in my capacities and, back in Dublin after my Christmas holidays, I have noticed that I could understand the 'Ballymun slang' better and I was able to communicate in a better way, finally.


However, the most important thing that I understood during this year is that the Aisling Project – and Aisling Transition and all the people working in it this year in particular – is not a place to be scared of but a sort of big 'family', a place that 'feels like home' not only to the young people who were coming here every day but even and especially to me, a 'shelter' that welcomed me and helped me each and every day of my journey here.

All my co-workers have been a point of reference to me throughout this year, always ready to give me attention even only with a simple smile or a "Do you want a coffee/tea?", and making sure that everything was going ok with me. They made me feel like 'one of the team' since day one, considering my opinion at the same way as theirs, even when I hadn't actually many opinions to give.

I have become one of that people who, after some days at home or a holiday, thinks: "I can't wait to come back at work and see everybody again!", a thing I couldn't think it would be possible at the beginning, and all the credit goes to the positive energy that I breathe in that place and the good atmosphere that my co-workers contribute to create every day, making our job very hard but at the same time rewarding and hilarious.

Now I really feel like 'one of the team', Ballymun has become my second home, and the thought  that everything is going to finish in less than one month, when I will return to my other home in Turin, makes me feel very sad, and I already know I will miss everything so much. My routine here, chatting with my co-workers every morning in front of the kettle, the exchange of looks of despair when the young people start to become 'crazy'...everything. And I'm happy I've had the possibility to live all this and be part of this big family, even only for a little while.


When I decided to do the EVS the main reason was that I didn't know what to do with my life in that moment, I had just finished university and I was looking for a different and new experience to do, something that could make me grow and help others at the same time.

It is ironic now to realize, after all that happened this year, how much all the people – adults and young people – that I met here were the ones who helped me instead, who showed me how everything can be seen in a positive way and that the 'good' can be found everywhere, even and mostly in the little and underestimated Ballymun, even far from everything I knew and called 'home' and that now has become 'my other home'.

 

Esperienza:SVE

Informagiovani Torino 5 luglio 2016, 15:32
Eh, il primo quarto non si dimentica mai!

Soprattutto se si fanno delle esperienze che fanno riflettere e trasmettono entusiasmo!
Brava Floriana!
luciana

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