Mi chiamo Elisa, ho 24 anni e vivo ad Alessandria. Sono una studentessa di giurisprudenza dell'Università degli studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro" di Alessandria e sono iscritta al quarto anno di corso. Sono una persona che ama definirsi "semplice": sono amante delle piccole cose e dei lati semplici della vita. Mi piace la musica, il cinema, la fotografia, il disegno, la scrittura, lo sport e le passeggiate. Adoro tutto ciò che implica movimento e sono sempre alla ricerca di emozioni e cose nuove. Mi piace uscire la sera, visitare locali e divertirmi conoscendo nuove persone.Amo scrivere e leggere e già ho dato vita ad un blog erasmus.
Spesso, quando si domanda ad un giovane universitario italiano iscritto a Giurisprudenza se "gli gusta" andare a lezione, questo risponde che abitualmente preferisce starsene a casa a dormire; in alternativa, preferisce dirigersi all'universitá con il suo i-phone e chattare su facebook o chiacchierare allegramente con i suoi compagni di corso, scarabocchiando un foglio a colpi di tris e impiccato. Pensavo che il motivo di questo comportamento fosse la poca passione che noi universitari italiani abbiamo per quello che studiamo, ma venendo qui in erasmus a Tenerife mi sono in parte ricreduta. Una buona parte dell'esito dell'apprendimento dipende dalla qualità delle lezioni, la quale è direttamente proporzionale alla competenza dei professori. Gli artefici di tutta questa mia voglia irrefrenabile di andare a lezione qui a La Laguna sono sicuramente i professori e i loro metodi di insegnamento. Assistendo abitualmente alle "clases" ho potuto constatare di persona che cosa significhi trasmettere passione per ció di cui ci si occupa. I prof durante la lezione stanno in piedi, davanti alla cattedra o alla lavagna, ma abbastanza frequentemente si mischiano tra gli alunni, quasi a volersi sedere tra i banchi con loro. Durante le lezioni sono disponibili a qualsiasi tipo di chiarimento, senza arrabbiarsi troppo se lo studente dimentica per un nanosecondo un pilastro del diritto; in italia invece, ci scaraventano! Il professore chiama per nome l'alunno, e l'alunno puó chiamare per nome il professore senza sentirti troppo in imbarazzo e mi è capitato molto spesso di vedere alcuni professori in caffetteria seduti allo stesso tavolo degli alunni, scambiandosi due parole senza troppe formalitá. Il piú curioso è il mio professore di commerciale: un omone scuro scuro e pelato, entra sempre in classe trascinando un trolley che ripone sulla cattedra in maniera tutt'altro che delicata. All'inizio della lezione ci da delucidazioni sulle questioni burocratiche, ovvero quando consegnare le tareas, se ci sono spostamenti di orari e via dicendo; poi passa alla fase 2: ascoltare le richieste e/o eventuali lamentele degli studenti; finalmente poi, arriva la fase 3, la lezione vera e propria. Egli sostiene che il miglior modo per renderci partecipi alla lezione è parlare del diritto come qualcosa che si manifesta a noi quotidianamente. Abbiamo visto video di pubblicità ingannevole per parlare della competenza sleale: ci ha fatto disporre tutti davanti ai computer e alla fine ci ha chiesto di commentare ciò che avevamo visto. Un'altra volta si è tolto una scarpa per parlarci del patente sopra un' invenzione, un'altra ancora ci ha fatto analizzare ogni singola parte di una bottiglia di plastica! Quando dovevamo parlare del contratto di società ha fatto alzare alcuni miei compagni e li ha fatti disporre in un cerchio, poi li ha incitati a porre le mani giunte una sopra l'altra per simboleggiare il momento dell'accordo tra soci. Tutto questo non può che affascinarmi e credo che sarebbe un'ottima soluzione anche per il nostro sistema scolastico. Si eviterebbero scongiuri ad una settimana dall'esame poiché l'esame sarebbe solo un completamento di un lavoro di ricerca e approfondimento svolto durante i mesi precedenti. Qui le tareas influiscono per il 40% sul voto finale, quindi lo studente è obbligato a studiare giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, quindi arriva all'esame che ha già fatto più della metà del lavoro!