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Alice L. Amati
San Pietroburgo, Russia
All'estero per: Studio
Chi sono
A quattro anni volevo diventare un'astronauta per andare sulla Luna, anche se il fatto che ogni tanto quella scomparisse mi procurava molti interrogativi su dove poi sarei potuta atterrare con l'astronave.
A otto avevo corretto il tiro: volevo fare la biologa marina per studiare i delfini, animali di cui ero innamorata.
A dodici mi sono resa conto che le materie scientifiche non erano per nulla il mio forte, ma che il mio desiderio più grande era quello di visitare i luoghi che conoscevo solo attraverso le parole degli scrittori.
A quattordici, così, ho scelto il liceo linguistico.
A venti (dopo una specie di anno sabbatico) ho deciso di studiare mediazione linguistica e culturale: ho abbandonato il Francese studiato al liceo, sostituendolo con il Russo e ho continuato a farmi accompagnare dai due fedelissimi Inglese e Tedesco.
I meravigliosi docenti che ho conosciuto hanno ispirato il mio interesse per i viaggi, per le altre culture e per le lingue straniere. 
Una mia insegnante ha detto "Ognuno di noi possiede tante anime quante lingue conosce": queste anime si confrontano e si completano, arrichendosi l'un l'altra ed influenzando il modo di vivere di ognuno di noi. La lingua con cui si esprime un popolo è la chiave per accedere alla sua cultura: quando si viaggia bisogna immergersi in essa, fino ad assorbirne l'essenza; senza giudicare e senza pretendere di capire, ma solo osservandola con gli occhi meravigliati di un bambino.

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in collaborazione con:
IG Cherasco
Dove sono
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A cosa mi è servito tornare a casa

San Pietroburgo, Russia

27 maggio 2014, 19:08

La scorsa settimana sono tornata per qualche giorno a casa, in Italia.

Io sono nata e cresciuta in un paesino minuscolo sulle Alpi lombarde, quindi ben vi potete immaginare la differenza immensa con San Pietroburgo e con la vita in Russia!

Dopo tre mesi no-stop di metro, tram, traffico, smog, rumore e gente ovunque tornare ad aria pulita e silenzio assoluto è stato un vero toccasana: finalmente una notte senza rumore, un giorno senza traffico e una vista senza palazzi.

Rivedere la mia famiglia è stato meraviglioso: quando stavo a casa ogni tanto non sopportavo più nessuno, invece stando lontana ho avuto modo di sentire la mancanza di pranzi e cene tutti insieme, di tutti che sanno tutto di tutti, di gioire e soffrire tutti insieme. Insomma, dopo anni abituata a vivere in una grande e meravigliosa (e casinista, disordinata, divertente...) famiglia italiana, ritrovarmi in una piccola e tranquilla famiglia russa all'inizio è stato strano; poi mi sono abituata, ma nell'animo continuava a mancarmi tutta quella confusione e quella vitalità.

Stare lontana da casa ti fa capire anche chi sono gli amici veri, quelli che anche se sono lontani non si dimenticano l'uno dell'altro e continuano ad essere presenti. Con loro ho condiviso tutti i momenti più belli e più brutti della mia e della loro vita; chiacchierare con loro come se non fossi mai andata da nessuna parte è il regalo più bello che potessi ricevere.

Del paesino dove sono cresciuta mi erano mancati i colori e i profumi, ma non l'aria che si respira. Invidia, pettegolezzi e gente che non ha ancora capito quali sono le cose importanti nella vita sono cose che non ho mai sopportato e che non sopporterò mai. Non sopporterò mai che dei ragazzi di 15, 16 o 27 anni debbano necessariamente bere fino a non capire più nulla ogni sabato sera per divertirsi; non sopporterò mai che delle ragazze di 18 anni passino la loro vita a parlare solo di vestiti e trucchi; non sopporterò mai che signore over 30 non abbiano altro interesse che la loro casa e la vita dei loro figli.

Ognuno è libero di vivere come crede; ma come dice sempre una mia cara amica, il mondo non finisce dove finiscono le montagne.

Tornare a casa, insomma, mi è servito a fare un bilancio e a capire chi sono le persone importanti che ci saranno sempre nella mia vita, ovunque io sia.

Esperienza:Studio

Coordinamento Informagiovani Piemonte
Regione PiemonteComune di torinoAnci
in collaborazione conUniversità degli Studi di TorinoPolitecnico di TorinoUniversità del Piemonte OrientaleEures PiemonteEurope Direct