Sao Luìs è la bella capitale del Maranhao. Le strette vie si snodano tra antiche costruzioni di epoca coloniale piuttosto in buono stato. Si presenta come sufficientemente ricca ed è raro veder gente che vive in strada. Parlando con abitanti del luogo si desume che il livello di sicurezza è abbastanza alto, anche se è comunque possibile assistere a risse in strada sedate a manganellate dai poliziotti.
Le strade sono di ciottoli e il mercato perenne è chiuso tra un perimetro di edifici, sulla cui facciata esterna vi sono molti locali e negozietti. È evidentemente un città turistica. Sono molti i locali in cui è possibile trascorrere divertenti serate. Sao Luìs è la capitale del reggae in Brasile. Queste musiche di origine caraibica, infatti, non sono molto diffuse se non qui: è raro trovare un reggae sound system a Rio de Janeiro, dove ovviamente sono la samba e la bossa nova a farla da padroni; a Sao Luìs, al contrario, passeggiando per una via del centro storico è facile sentire in lontananza un brano di Marley, di Tosh o di Toots.
La piazzetta principale, chiusa su un lato da un grande scalone, è circondata da manghi sotto la cui ombra è gradevole oziare, magari bevendo birra, in attesa dell'inizio di uno degli spettacoli organizzati per il pre-carnevale...
Da Sao Luis è anche facile organizzare un'escursione sui Lençòis Maranhenses.
I lençois, letteralmente lenzuoli, sono un'area protetta, piuttosto estesa, situata tra Sao Luìs e Parnaìba. Questo parco è composto da numerosissime dune di sabbia, che sembrano veramente esser dei soffici lenzuoli su cui potersi sdraiare o tra i quali rotolare. L'aspetto è assolutamente desertico, se non fosse per il fatto che le dune celano molte pozze di acqua dolce trasparentissima. Nella stagione delle piogge, infatti, l'acqua piovana filtra attraverso la sabbia "pulendosi" e creando questi graziosi laghetti che si prosciugheranno nella stagione secca. La totale mancanza di vegetazione, e quindi di ombra, rende il sole particolarmente battente, tanto che è con vero e proprio sollievo che ci si tuffa in queste pozze. Le dune sono di sabbia finissima, tanto da far sprofondare fino alle caviglie durante l'escursione.
L'unico modo di raggiungere i lençòis è a bordo di camion fuoristrada e le gite sono sempre con guide, vista la difficoltà di orientarsi. La fauna di questo parco è composta solo da insetti, cobra e qualche felino poco più grande di un gatto. Le pozze, nonostante il fatto che non sono permanenti, sono abitate da numerosi pesci i quali, prima della siccità, depongono le uova nella sabbia. Queste si schiuderanno nella successiva stagione delle piogge.
È davvero suggestivo attraversare qualche chilometro di vegetazione fittissima per poi sbucare dinnanzi a queste alte dune. Si dice che risalgano alla Pangea, quando il continente africano si staccò da quello americano "dimenticando" quaggiù queste enormi distese di sabbia. La zona è diventata parco naturale per proteggerlo dalle compagnie petrolifere, tra le altre la Petrobras, interessate al petrolio celato nel sottosuolo. Un'ultima caratteristica davvero notevole è il silenzio che regna in questi luoghi che sembrano realmente ancora incontaminati. In ogni caso è davvero difficile render giustizia alla bellezza di questi luoghi con fotografie o parole.