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Poi fai la valigia e parti anche tu per fare un'esperienza di vita all'estero!
Parlando di primi impatti, il più importante è stato quello con l'università. Oltre al mio primo giorno alla Maltepe è stato anche il primo giorno senza il mio ragazzo.
Una giornata lunga e importante!
E' stato un po' deprimente andarci in taxi perché nessuno, nemmeno la responsabile dello studentato, ha saputo indicarci la strada, ma in effetti è parecchio complicato: le indicazioni dei mezzi pubblici, già scarse di per sé, sono ancora criptiche per noi. Attraversiamo le zone più povere e periferiche della città, dove non sembra di trovarsi né a Costantinopoli né a Istanbul, e perfino dei boschi prima di vedere il campus in tutta la sua maestosità.
E' un immenso complesso di edifici nuovissimi dai colori armonici e dai grandi spazi. L'interno è luminosissimo, i pavimenti sono tutti in marmo lucido e i corridoi sono piuttosto simili a lunghi atri arredati con divani, tavolini, giornali e piante.
L'ingresso ricorda la hall di un hotel di lusso, modernissimo e arredato con quadri e sculture oltre ai salotti.
Siamo in 7 ragazze erasmus del nostro studentato a frequentare questa università. Vedendoci tutte insieme e non aspettandosi che fossimo coinquiline, la responsabile dell'ufficio relazioni internazionali ha un attimo (un quarto d'ora) di defaillance dovuto alla sorpresa, poi per prima cosa ci offre un tè e ci mostra come servirci da sole nel suo ufficio quando vogliamo.
Rilassate dal profumo della salvia, cominciamo a discutere degli aspetti burocratici e accademici del nostro arrivo: o meglio noi cerchiamo educatamente ma disperatamente di ottenere informazioni sugli orari e le dislocazioni delle lezioni, i mezzi pubblici, la registrazione presso l'università, i corsi in inglese e così via, mentre lei sembra che veda degli studenti per la prima volta.
Nonostante ciò, il rapporto con l'università è totalmente diverso da quello a cui sono abituata: la responsabile ci accompagna a incontrare nei loro uffici i coordinatori delle nostre rispettive facoltà e alcuni dei nostri insegnanti, che ci presentano i corsi in inglese e le possibilità a nostra disposizione.
Nonostante la disorganizzazione (estrema flessibilità), l'impressione che abbiamo è di essere benvenute, e che all'università importi di noi, della nostra scelta dei corsi e delle nostre necessità anche extra-universitarie, come ad esempio il permesso di soggiorno che andremo a chiedere al commissariato di polizia insieme accompagnate dalla responsabile erasmus. Solo per oggi, siamo invitate alla mensa dei docenti.
Ad ogni nostra domanda, ad esempio se possiamo avere una mappa del campus o una vera e propria agenda delle lezioni, nel senso di orario e luogo di tutti i nostri corsi nella stessa pagina, la responsabile risponde che sarà tutto pronto fra qualche giorno (dopotutto i corsi sono solo iniziati oggi, che senso ha sapere dove e quando andare).
La responsabile ci assicura che troveremo tutte le informazioni che ci servono nella guida per studenti erasmus che ci ha mandato: tornata a casa la leggo.
Un capitolo sulla geografia della Turchia. Un paragrafo sulla vita di Ataturk. Alla voce "la lingua turca", un paragrafo per persuaderci che il turco è facile da imparare e da parlare. Alla voce "trasporto pubblico", una tirata su quanto è complicato e confusionario il sistema degli autobus cittadini. Alla voce "come arrivare", una tabella degli orari della navetta che gira all'interno del campus e si spinge fino a 15 minuti di distanza. Infine un capitolo che sembra una pubblicità dell'università, della sua filosofia, del suo campus e delle sue attrezzature sportive piuttosto che un manuale informativo.
Entreremo presto in sintonia con tutto ciò. Nel frattempo ci godiamo la convivialità e la grande disponibilità degli insegnanti e del personale, che forse non hanno ben chiaro il concetto di organizzazione, ma sono flessibili e desiderosi di accompagnarci come non avrei mai immaginato che un docente universitario potesse essere.
Fra poche ore mi aspetta la mia prima lezione di turco. Scusi, dove? Non c'è problema, venite nel mio ufficio mezz'oretta prima e cercheremo l'aula insieme.
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